Da quando Google ha integrato i Core Web Vitals come fattore di ranking, la velocità del sito è diventata un asset SEO concreto. Nel 2026 le tre metriche chiave sono LCP, INP e CLS. Vediamo cosa misurano e come ottimizzarle.
LCP – Largest Contentful Paint
Misura quanto tempo serve per renderizzare l'elemento più grande visibile. Obiettivo: sotto 2.5 secondi. Soluzioni: preload dell'immagine LCP, formato AVIF/WebP, CDN globale e font self-hosted.
INP – Interaction to Next Paint
Sostituisce FID. Misura la reattività dell'interazione utente. Obiettivo: sotto 200 ms. Soluzioni: ridurre JavaScript main-thread, code-splitting per route, lazy hydration.
CLS – Cumulative Layout Shift
Misura la stabilità visiva. Obiettivo: sotto 0.1. Soluzioni: definire width/height su immagini e iframe, riservare spazio per font (font-display: optional), evitare contenuti che si caricano dopo il layout.
Checklist Lighthouse 90+
- Immagini in AVIF con fallback WebP.
- Preload del font primario.
- Bundle JS sotto i 150 KB gzip.
- Cache headers su asset statici (immutable, 1y).
- Server SSR su edge (Cloudflare Workers).
- Niente tracker bloccanti: GA4 caricato con strategy async.
Conclusione
Un sito veloce non è un dettaglio tecnico: è un moltiplicatore di conversioni. Ogni 100 ms in meno di LCP corrispondono mediamente a +1% di conversioni. Vale la pena curare ogni millisecondo.
Domande frequenti
I Core Web Vitals influenzano davvero il ranking?+
Sì, fanno parte del Page Experience Update di Google e impattano sia su mobile sia su desktop.
Quanto costa ottimizzare i Core Web Vitals?+
Dipende dallo stack: su WordPress 500-2'000 CHF. Su stack moderni (FlashWeb usa TanStack Start su Cloudflare) sono già ottimizzati di default.